Della mia vita avevo fatto un palcoscenico
Per caso non facevo il comico,
per caso facevo l'impiegato,
ma col sorriso sempre sulle labbra.
Gioie e dolori li affrontavo
alla stessa maniera
Un pacca sulle spalle
una battuta, uno sberleffo.
Se sei triste, pensavo, e vieni da me
non cercherai chi ti affossi, ma chi ti tiri su
E se sei felice, pensavo, e vieni da me
non cercherai chi insinui il dubbio nella tua gioia,
ma chi la sostenga.
E se sei arrabbiato, disilluso, derelitto, affamato o stanco
Non vorrai un arrabbiato, un disilluso, un derelitto,
un lamentoso o uno più stanco di te al tuo fianco.
Questo pensavo, questo penso tuttora.
Un unico cruccio mi tromenta
quel pomeriggio piovoso
mangiato dalla malattia.
La mia famiglia intorno ed io,
radunate tutte le mie forze, seduto sul letto
a fare il mio discorso di addio.
Non so, forse si aspettavano, l'ultima barzelletta,
o forse ero semplicmente comico così,
minuscolo in un letto troppo grande, in mutande,
con un pigiama di quando pesavo 100 chili di più.
"Vi voglio bene" dissi...
Risero.
"Vi voglio bene" ripetei...
Ma non so quanti, tra le risa, fecero caso a quel filo di voce.
